domenica, 27 settembre 2009

il cavaliere contro la libertà di stampa


IL SIGNORE MAGRO - Che cosa pensa de L'ultimo giorno di un condannato?
ERGASTO - In fede mia, signore, non l'ho letto e non lo leggerò. Sembra che ci sia un capitolo contro la religione e un capitolo contro la monarchia. Se fossi procuratore del re...
IL CAVALIERE - Già, procuratore del re; e la Carta [costituzionale elargita da Luigi Filippo ai francesi all'atto di salire al trono nel 1830], e la libertà di stampa? Nondimeno, un poeta che vuol sopprimere la pena di morte è odioso. Ah, ah, sotto l'antico regime se qualcuno si fosse permesso di pubblicare un romanzo contro la tortura... Ma, dopo la presa della Bastiglia, si può scrivere tutto; e i libri fanno un male terribile.
IL SIGNORE GRASSO - Terribile! Si stava tranquilli, non si pensava a niente, di tanto in tanto, in Francia, si tagliava una testa qua e là, al massimo un paio alla settimana, e tutto senza rumore, senza scandalo. Non se ne diceva niente, nessuno ci pensava; ed ecco qui un libro... un libro che fa venire un terribile mal di testa.
ERGASTO - Ciò turba le coscienze. Ah, che libro abominevole!
IL CAVALIERE - Ah, i nostri tempi! Come si è depravato tutto dopo d'allora, il gusto e i costumi.
IL FILOSOFO - Ma, non si pranza in questa casa?

(Victor Hugo, Una commedia a proposito di una tragedia, prefazione in forma di dialogo inserita nella quarta edizione de L'ultimo giorno di un condannato)


svolto da nicce alle ore 15:40

permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)
materie: libri, letteratura, storia, moti dellottocento




sabato, 11 ottobre 2008

giustizia vs diritto


Nel gennaio 1943, in uno scompartimento di prima classe del treno proveniente da Roma, viaggiavano sei persone, comodamente sprofondate nei cuscini rossi. Nel lungo corridoio brancolavano fra le tenebre dell'oscuramento delle forme umane, mal rassegnate a passare tutta la notte in piedi: di quando in quando, taluna di esse apriva la porta e chiedeva ai viaggiatori che concedessero di alternarsi nel riposo, o almeno si stringessero un poco per creare il cosiddetto quarto posto; scene ormai consuete che riproducevano in aspri battibecchi l'eterno conflitto fra giustizia e diritto. Nello scompartimento di cui parliamo la tutela del diritto era stata assunta da un signore elegante e corpulento che rientrava dalla capitale dopo aver fatto valere la sua influenza presso i ministeri in favore di una società di armamento: con la parola pronta e vivace egli finiva con l'imporsi ai disturbatori, e gli altri compagni di viaggio, se anche in cuor loro sentivano che le pretese degli sfortunati non erano del tutto ingiuste, si mostravano felici di aver trovato il modo, per l'abilità del difensore, di salvare i posti, mantenendo tranquilla la loro coscienza.

(Salvatore Satta, De profundis)

Perché gli italiani avevano accettato, e nella stragrande maggioranza sostenuto, il fascismo? Secondo Salvatore Satta, l'uomo tradizionale, il medio cittadine di stampo ottocentesco, attaccato alla libertà soltanto come garanzia del privilegio, aveva subito ceduto questa libertà al fascismo, impaurito dagli squarci  che si erano aperti nel vecchio ordine; aveva accettato la servitù per non morire, preso dal panico si era buttato a sognare l'impossibile restaurarsi di un nuovo ordine che ancora una volta lo tranquillizzasse.


svolto da nicce alle ore 09:51

permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)
materie: libri, letteratura, storia, fascismo




martedì, 15 luglio 2008

narrare la storia


stella del mattino, wu ming 4Questo romanzo solista di uno dei membri del gruppo Wu Ming narra le intrecciate vicende di un gruppo di studenti di Oxford di ritorno dalla prima guerra mondiale, tutte legate tra di loro dalla presenza di Lawrence d'Arabia - il leggendario archeologo divenuto ispiratore e guida della rivolta araba contro l'impero turco - e, visto che tra questi studenti spiccano J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e il poeta R. Graves, dal problema di come conciliare la devastante esperienza appenna vissuta con il mestiere e l'arte dello scrivere.
Tolkien sceglie di usare una lingua pe
tolkien signore degli anellir costruire un mondo: egli, da filologo, «amava le parole, ma in un modo privato e peculiare. Erano arcani, enigmi da risolvere, contenevano storie, abbracciavano secoli e continenti. Ogni parola ne suggeriva altre, forse mai pronunciate, ma del tutto plausibili, ancora più dense di significati e rimandi, quindi più vere». Perciò, dopo la guerra, visto che «chi ricostruisce mondi perduti può essere capace di immaginarne di nuovi», egli - «carta e inchiostro come roccia e scalpello, carne e sangue» - «non aveva trovato un modo migliore per domare i mostri se non trasformarli in creature fiabesche, da relegare oltre lo specchio, nel regno fatato. Glielo consentiva il potere arcano della lingua, l'ancestrale forza evocatrice. Il segreto delle parole». Ecco, così, che il racconto de La caduta di Gondolin - che «parlava dell'assedio di una roccaforte e dei coraggiosi difensori che avevano sacrificato la vita nel tentativo di salvarla» - riguarda più in generale i sopravvissuti a una guerra e quelli che non ce l'hanno fatta; oppure che la storia di Tùrin Turambar - «la storia di un fallimento implicito nel peccato stesso di immaginarsi "Turambar", Padrone del Fato» -, oltre che richiamare le tragedie classiche come quella di Edipo, non può non ricordare anche le contemporanee vicende di Lawrence d'Arabia.

Pur se l'opera resta di fantasia
la coerenza con le biografie dei protagonisti è garantita e la ricostruzione storica è fedele, soprattutto per quanto riguarda il problema della difficoltà di conciliare le spinte colonialiste con il principio di autodeterminazione dei popoli (in questo caso gli arabi) che caratterizzò la prima guerra mondiale.


svolto da nicce alle ore 09:08

permalink - commenti (11) - commenti (11) (popup)
materie: libri, letteratura, storia, prima guerra mondiale




sabato, 05 aprile 2008

un eroe cosmostorico


jacques louis david, napoleone bonaparte che attraversa le alpi«Ho visto l'Imperatore, questa anima del mondo, attraversare a cavallo la città [di Jena]; è davvero una meravigliosa sensazione vedere un tale individuo che concentrato qui in un punto, seduto a cavallo, si propaga sul mondo e lo domina».

In questa lettera del 1806 Hegel mostra di vedere in Napoleone
uno di quegli eroi che sanno quale sia la verità del loro mondo e del loro tempo, quale sia il concetto prossimo al sorgere, ciò di cui è giunta l’ora: un eroe cosmostorico.
Un eroe che guida il popolo dominante del periodo, grazie alle cui azioni si succedono le epoche, momenti di un processo unitario e dinamico, processo dello Spirito del mondo.


svolto da nicce alle ore 07:58

permalink - commenti (12) - commenti (12) (popup)
materie: storia, hegel, napoleone




venerdì, 21 marzo 2008

senza tradire né morale né bellezza


Il 18 luglio 1936 scoppia in Spagna la guerra civile, prova generale della futura guerra mondiale. Il 26 aprile dell’anno successivo, di pomeriggio, Guernica, un’antica città delle province basche, viene completamente distrutta da un attacco aereo tedesco. L’attacco alla città indifesa, ben lontana dal fronte, dura tre quarti d’ora, durante i quali un fitto stormo di aerei lancia ininterrottamente sulla città bombe. Contemporaneamente, aerei da caccia in volo radente aprono il fuoco con le mitragliatrici sugli abitanti che cercano rifugio nei campi. In breve tempo tutta Guernica è in fiamme.
In quel momento Picasso sta lavorando ad una tela per il padiglione spagnolo all’Esposizione universale di Parigi. Ha già scelto, come tema dell’opera da presentare, quello dell’artista nel suo studio, ma le notizie che gli arrivano, che legge sui giornali, di cui vede le fotografie, gli fanno cambiare i suoi progetti: dipingerà il Guernica.
picasso guernica
Pur ingaggiando il terreno della politica, con quest'opera Picasso non piega la sua arte a fini esterni: egli riesce a non tradire né la bellezza in favore della denuncia dell’ingiustizia, né la morale in favore della pittura. Egli non edulcora, in nome della bellezza, i massacri e le rovine che vuole rappresentare, e neanche dipinge solo le proprie visioni: l’individualismo dell’artista e l’impegno sociale non rappresentano, in questi dipinti di Picasso, due estremi inconciliabili. Così si inaugura un rapporto in precedenza inedito tra arte e politica: il potere rivoluzionario di Guernica non sta nel rappresentare le distruzioni operate dalla guerra di Spagna, ma nel farlo producendo all’interno dell’opera stessa una rivoluzione formale, una distruzione sistematica del procedimento figurativo che rappresenta essa stessa il senso di una rivolta e la denuncia di un massacro. L’Impegno dell’arte non si realizza attraverso i buoni sentimenti che spesso, nel tentativo di commuovere, inclinano all’accademismo, non attraverso un realismo sociale; non si tratta di far entrare a forza l’idea di un determinato messaggio nella pittura, ma, al contrario, di lasciarsi andare alla pittura, in ciò che essa ha di più esplosivo, di affidarsi all’arte stessa, interrogandola dal suo interno. È per questo che l'opera di Picasso è, insieme, rivolta, commemorazione di un massacro, e ricerca della bellezza. La bellezza formale – perché, alla fine, la composizione del Guernica è nel complesso stranamente bella – non tradisce, ma aiuta l’accusa aperta agli orrori della guerra. Bellezza e morale stanno, per una volta, dalla stessa parte.

(da Silmarillon, 5, Narrazioni in tempo di guerra)



Ne approfitto per ricordare che è on line il nuovo numero del Silmarillon, dedicato alle Scritture contemporanee, con articoli, recensioni, interviste.


svolto da nicce alle ore 09:06

permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)
materie: letteratura, arte, storia, filosofia, guerra civile spagnola




domenica, 16 marzo 2008

il labirinto del fauno


labirinto del faunoSpagna, 1944. La fine della guerra civile.
Ofelia si trasferisce insieme alla madre, risposata da poco, a casa del nuovo patrigno, il freddo e autoritario Vidal, capitano dell'esercito di Franco. Trovando insopportabile la nuova vita, la piccola Ofelia trova rifugio in un misterioso labirinto nascosto vicino alla grande casa di famiglia dove il Fauno, magica creatura guardiana del labirinto, le rivela che lei è la principessa smarrita di un regno magico e le propone tre prove per dimostrarlo...

Bellissimo questo film di Guillelmo Del Toro che, come il precedente La spina del diavolo, intreccia i fili storici con quelli fantastici per una trama molto ben riuscita.
Ci sono insetti fatati, un fauno molto ambiguo e mostri spaventosissimi.
Molto bella anche l'edizione speciale del dvd con tanti contenuti speciali e un booklet.
Ma sono in dubbio su quale mostro sia stato il più spaventoso: il rospone gigante, il ghoul mangia-bambini con gli occhi sui palmi delle mani, o il capitano franchista? Mmm, mi sa che una risposta ce l'ho, e non è l'immagine qui sotto, che ho inserito solo perchè bellissima, e non è nemmeno il rospone, perchè le rane mi piacciono.

labirinto del fauno


svolto da nicce alle ore 21:36

permalink - commenti (6) - commenti (6) (popup)
materie: cinema, storia, guerra civile spagnola




sabato, 15 marzo 2008

bilancio di fine secondo trimestre


Giunto al termine il secondo trimestre dei corsi di questa accademia, è tempo di tracciarne un bilancio, ovvero di analizzare le chiavi di ricerca che in questo periodo hanno usato i suoi studenti per accedervi.

La ricerca quantitativamente più rilevante ha riguardato Escher e in particolare alcune sue litografie come Ordine e caos e Verbum. Effettivamente questo artista è stato nelle nostre lezioni ampiamente utilizzato per dare un'immagine alle filosofie presocratiche.
Anche altre ricerche hanno riguardato l'arte: Friedrich, Bernini e soprattutto il Gericault de La zattera della Medusa, anche loro impiegati per illustrare concetti filosofici.

Cambiando totalmente genere, molte ricerche per i filosoficissimi Simpson e per  l'educativo Naruto e il suo mondo (Sakura, Sasuke e Shikamaru).
Altre ricerche relative al mondo dei cartoni, fumetti, anime e manga hanno riguardato Shaka di Virgo dei Cavalieri dello Zodiaco, Garo, Paperino, Riyoko Ikeda, il Cavaliere oscuro di Frank Miller, Calvin & Hobbes, Buzz Lightyear di Toy Story e Chobits delle CLAMP.

Ricerche più propriamente scolastiche sono state quelle su Maria Antonietta e il colonialismo per quanto riguarda storia, Eraclito, Foucault, Hume, Schopenhauer, Bruno, i pitagorici, l'idealismo, l'illuminismo e il razionalismo per quanto riguarda filosofia. Moltissimi, infine, le ricerche sul medioevo: il diavolo nel medioevo, la nobiltà nel medioevo, infanzia di un cavaliere medievale, il giocattolo nel medioevo, gli occhiali nel medioevo, il telaio del medioevo, l'università nel medioevo, vestiti del basso medioevo, vestiti medioevali di regine, vita nel medioevo.
Mi hanno fatto piacere le non poche ricerche per fumetti sul colonialismo: ovviamente io rispondo con Volto Nascosto.
I testi scolastici più ricercati, invece, sono stati Immaginare l'infanzia, Parlare le immagini, La filosofia del dr. House, Apologia della storia, Medioevo sul naso e quelli di Zap Mangusta.


Veniamo, infine, alle ricerche più particolari.
Alcune parole molto ricercate sono state tenebre, amuleti,
caos, distruzione, alieni, bigliardo.
Molte le ricerche influenzate dal carnevale:
costumi di carnevale da astronauta, abito da vescovo medievale, vestiti dell'ottocento, vestiti da ninja, vestito di carnevale, vestiti di carnevale da Naruto.
Alcune ricerche
sono state un po' particolari o non le ho capite: sfondo della tigre bianca, tema svolto descrizione soggetiva di te stessa, video di Anassimene, connessione moon luna moon, cinema erotici, cartoni manga erotici, manga erotici, simboli erotici, fiori di filigrana, foto di fantasia, giochi per sviluppare la comunicazione e l'autocoscienza, la preda migliore libro letteratura, maestri francesi della luce, sono un bambino cattivo, anestesista ideale clipart, campanello per cane da caccia.


svolto da nicce alle ore 09:19

permalink - commenti (5) - commenti (5) (popup)
materie: libri, scuola, arte, manga, storia, fumetti, filosofia, serie tv, educazione, cartoni, anime, formazione




sabato, 09 febbraio 2008

un privilegio raro...


Con il Black Act (1723) in Gran Bretagna venivano condannati alla pena di morte i responsabili di reati come la caccia di frodo e il danneggiamento delle proprietà rurali. L'enormità della pena rispetto alla relativa banalità del reato mette in luce un profondo contrasto sociale: rivela l'opposizione di gruppi rurali in difesa delle tradizionali consuetudini di caccia, usurpate dal nuovo ceto dei commissari delle foreste regie.

Impiccheranno Geordie con una corda d'oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

(Fabrizio De André, Geordie)



svolto da nicce alle ore 10:48

permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)
materie: musica, storia, gran bretagna del 700




sabato, 26 gennaio 2008

il telaio universale di valerio evangelisti


valerio evangelisti, la luce di orioneIl nuovo capitolo della saga di Valerio Evangelisti (cominciata nel 1994) dedicata alle avventure di Nicholas Eymerich, inquisitore, è un testo davvero interessante, sia in sé, sia per la sua relazione con gli altri romanzi della serie.
Da una parte, infatti, La luce di Orione ha una trama avvincente, che raggiunge quasi l’apice della produzione di Evangelisti, rappresentato – secondo l’opinione di chi scrive – da Mater Terribilis. Dall’altra, inoltre, il libro sembra contenere e illustrare una sorta di summa della filosofia che sostiene e governa il mondo storico-fantastico in cui vive l’inquisitore domenicano.

Tutti gli elementi che compaiono nell’opera di Evangelisti - storici, filosofici, geografici, artistici, letterari, architettonici - convivono e si armonizzano perfettamente tra di loro e con la struttura narrativa. I romanzi di Eymerich sono un prezioso e ricco veicolo di informazioni, atmosfere e suggestioni sul contesto storico, ambientale e culturale delle storie in essi narrate: storia, geografia, arte, filosofia, fanno da sfondo e sostengono il loro racconto, la loro trama, e così si trasmettono al lettore.
Indubbio è, quindi, anche l’implicito valore didattico di questa letteratura:  generalmente, i prodotti espressamente istruttivi hanno un basso valore estetico e “puzzano” subito di truffa, perché tradiscono le regole del gioco del media che utilizzano, forzandolo verso un’esplicita connotazione didattica e rendendolo, invece, solamente povero e didascalico. L’implicitamente didattico, invece, come questo di Evangelisti, è decisamente più efficace: tutta una serie di conoscenze, essendo intessuta direttamente all’interno della storia narrata, alimentandola, entra nell’immaginario e nella mente del lettore a sua insaputa, andando a costituire elementi e frammenti che egli spontaneamente comporrà, insieme a tutti gli altri della sua esperienza, costruendo un mosaico virtuale che si configura come un sapere aperto e mobile.

Telaio davvero universale, dunque, quello della scrittura di Evangelisti, che riesce a tessere insieme – e in maniera abilissima, senza far spezzare neanche un filo – trame narrative avvincenti e orditi culturali precisi.


recensione scritta nello stile di Immaginare l'infanzia.


svolto da nicce alle ore 11:40

permalink - commenti (5) - commenti (5) (popup)
materie: libri, letteratura, storia, filosofia, educazione, formazione




venerdì, 18 gennaio 2008

ficcare il naso nella storia


bloch, apologia della storiaFamosa è la metafora con cui Marc Bloch - in Apologia della storia o Mestiere di storico - paragona lo storico all'orco, che fiuta la preda umana della storia: «Il bravo storico è come l’orco della fiaba. Egli sa che là dove fiuta carne umana, là è la sua preda».

Quale miglior modo, dunque, che avvicinarsi ad un periodo storico di quello di adoperare il naso, il fiuto: annusarlo, sentirne l'odore, il profumo o... la puzza: «Al tempo di cui parliamo [- nel diciottesimosuskind, il profumo secolo -], nella città regnava un puzzo a stento immaginabile per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone; le stanze non aerate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell'umido dei piumini e dell'odore pungente e dolciastro di vasi da notte. Dai camini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo di solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati; dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali. Puzzavano i fiumi, puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c'era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l'apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d'estate sia d'inverno» (Patrick Süskind, Il profumo).


svolto da nicce alle ore 05:59

permalink - commenti (6) - commenti (6) (popup)
materie: libri, letteratura, storia, francia del 700




venerdì, 04 gennaio 2008

il telegrafo, ormone sociale


La rivoluzione dei trasporti e dei mezzi di comunicazione, a metà del XIX secolo, vide il trionfo della ferrovia e - dopo l’introduzione dell’elica al posto della ruota e con la sostituzione degli scafi in ferro a quelli in legno - delle navi a vapore.
Ma non va certo dimenticata la rilevanza che ebbe anche
il telegrafo: esso permise di svincolare la comunicazione dei messaggi dalla dipendenza dai mezzi di trasporto e la velocità delle notizie aumentò in modo così vertiginoso che si potè sviluppare anche il settore giornalistico e «i notiziari poterono essere telegrafati da un numero sufficiente di punti del pianeta per raggiungere all’indomani la tavola della prima colazione» (Hobsbawm). Il telegrafo, rendendo praticamente istantanea la velocità delle informazioni, fu una sorta di ormone sociale in grado di regolare e controllare le funzioni di strutture distanti.

Secondo Marshall McLuhan con il telegrafo l’uomo diede inizio a quell’estensione (o esteriorizzazione) del
proprio sistema nervoso centrale che continuò con gli altri media elettrici.
Questi nervi scoperti diedero inizio a una condizione di
ansia e angoscia - del 1844 è Il concetto dell’angoscia di Soren Kierkegaard - che si tentò di sanare con il balsamo di una riforma ospedaliera caratterizzata dall’assistenza medica gratuita.
Ma diedero anche origine ad una maggiore sensibilità, ad un
maggiore interesse umano, grazie al coinvolgimento immediato nella notizia, alla partecipazione immediata all’esperienza altrui che si hanno con l’informazione istantanea. Lo schema a cui il telegrafo diede inizio fu quello del decentramento: i media elettrici non allargano la dimensione spaziale, ma piuttosto la sopprimono, ristabilendo ovunque rapporti personali diretti, profondi e senza deleghe, come nel più piccolo dei villaggi, rendendo il mondo un villaggio globale.
La stessa immagine del mondo, quindi, cambiò radicalmente, perché tecnologie e media non hanno solo una storia materiale ma anche una storia sociale: si diffuse l’idea di un mondo unito, le cui parti erano legate fra loro da stretti rapporti di interdipendenza. Cambiarono i concetti di tempo e spazio: i viaggi da un capo all’altro del globo risultarono enormemente abbreviati, tanto da rendere possibile, almeno in teoria, quel Giro del mondo in ottanta giorni immaginato e minuziosamente descritto da Verne nel 1872.


svolto da nicce alle ore 23:04

permalink - commenti (10) - commenti (10) (popup)
materie: libri, letteratura, storia, media, scienza, ottocento




domenica, 30 dicembre 2007

il volto nascosto del colonialismo italiano


volto nascostoSu segnalazione di Quadrilatero ho iniziato ad acquistare e leggere la nuova mini-serie (per un totale di quattordici albi) della Bonelli, Volto Nascosto.
Un fumetto che promette di conciliare il gusto dell'avventura con la ricostruzione dell'esperienza militare del colonialismo italiano nell'Africa orientale di fine Ottocento: fantasia, invenzione narrativa, e storia dovrebbero risultare sapientemente miscelati.

Per ora ho letto i primi due volumetti e il tutto sembra promettere piuttosto bene, le due anime del fumetto sembrano riuscire a convivere e armonizzarsi.
Vediamo come si prosegue...

Qualche notizia sul creatore Gianfranco Manfredi, sui protagonisti, sullo sfondo storico, e qualche recensione.


svolto da nicce alle ore 09:34

permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)
materie: storia, fumetti, colonialismo




venerdì, 28 dicembre 2007

altro che secoli bui...


medioevo sul naso, chiara frugoniCosa dobbiamo al Medioevo? Provo ad enumerare alcune voci: gli occhiali, la carta, la filigrana, il libro, la stampa a caratteri mobili, l'università, i numeri arabi, lo zero, la data di nascita di Cristo, banche, notai e Monti di pietà, l'albero genealogico, il nome delle note musicali e la scala musicale.
Il Medioevo ci dà i bottoni, le mutande e i pantaloni; ci fa divertire con le carte da gioco, i tarocchi, gli scacchi e il carnevale; lenisce il dolore con l'anestesia, ci illude con gli amuleti (ma il corallo, che protegge i bambini e dal fulmine, aiuta anche a sgranare il rosario). Ha portato nella casa il gatto, i vetri alle finestre e il camino; ci fa sedere a tavola (i Romani mangiavano sdraiati) e mangiare con la forchetta, la pasta tanto amata, proprio i maccheroni e i vermicelli, la cui farina viene instancabilmente macinata dai mulini ad acqua e a vento.
In battaglia ha fatto sventolare le bandiere con gli stemmi colorati e risuonare il fragore della polvere da sparo, dei fucili e dei cannoni. Ha cambiato il nostro senso del tempo, su questa terra, con l'orologio a scappamento, introducendo le ore di lunghezza uguale e non più dipendenti dalle stagioni; ha cambiato il nostro senso del tempo, nell'aldilà, perché ha fatto emergere un terzo regno, il purgatorio, che rompe i destini immutabili dell'eternità. Infine, fa sognare i bambini con Babbo Natale.

(da Chiara Frugoni, Medioevo sul naso, suggerito da Dreca)


svolto da nicce alle ore 08:17

permalink - commenti (8) - commenti (8) (popup)
materie: libri, storia, medioevo




sabato, 22 dicembre 2007

da san nicola a babbo natale


san nicolaSan Nicola, vescovo di Mira - traslato poi a Bari -, vissuto secondo la tradizione nel IV secolo, fu ritenuto il santo protettore dei bambini, che beneficiò in varie circostanze (resuscitò tre fanciulli che un oste malvagio aveva addirittura messo in salamoia, impedì che tre fanciulle fossero avviate alla prostituzione, etc...).
Nel Medioevo nelle Fiandre, in Lorena e nei Paesi Bassi, il 6 dicembre - festa di san Nicola - un bambino travestito da vescovo e con barba bianca girava portando doni ai bambini buoni, mentre "papà Frustino" con delle verghe in mano era pronto a punire i disobbedienti. Il nome olandese del santo, Sinter [Ni]Klass, venne importato in America dagli immigrati, divenendo Santa Claus.
Babbo Natale è quel che resta di san Nicola, o meglio restava, prima dell'ultima trasformazione operata dalla pubblicità della Coca-Cola, che lo volle con casacca e pantaloni rossi (non più con l'abito lungo, da vescovo), grasso e ridanciano, come possono essere gli americani.

(da Chiara Frugoni, Medioevo sul naso, suggerito da Dreca)

babbo natale


svolto da nicce alle ore 08:54

permalink - commenti (5) - commenti (5) (popup)
materie: libri, storia, pubblicità, medioevo




sabato, 15 dicembre 2007

bilancio di fine primo trimestre


Anche se non sono propriamente passati tre mesi dall'apertura di questa accademia, è comunque tempo di chiudere il primo trimestre e di valutare i risultati.
Quale migliore modo per farlo che vedere quali ricerche di parole e immagini vi hanno condotto a oltrepassare la sua soglia ed entrare?

Al primo posto assoluto, con 157 ricerche, c'è Lady Oscar, il manga/anime di Riyoko Ikeda - anche lei presente con 4 ricerche -, che stravince il confronto con l'altro anime ambientato nella Francia del 1700, La Stella della Senna, che ha avuto solo 7 ricerche.
In generale, comunque, sono andate molto bene le ricerche di anime (32), manga (14) e cartoni (5), e un risultato notevole lo ha ottenuto Naruto (35), tra l'altro qui presente - per ora - solo come immagine per i "registri" della scuola. Una piccola menzione anche per la simpatica Sumomo - 1 ricerca - che ringrazia.
Sempre per quanto riguarda cartoni e fumetti, ci sono state ricerche relative ai Simpson (34) e a Calvin & Hobbes (5).

Non sembrerebbero molto "scolastiche" queste ricerche, ma ne sono contento.
Troviamo poi 15 ricerche per Maria Antonietta e 1 ciascuna per Hobbes e Foucault; come materie abbiamo la filosofia e la trigonometria (anch'esse 1 ricerca ciascuna).
Sono anche contento della ricerca "insegnare attraverso i fumetti".

Ancora, 1 ricerca per Paperino e 1 per il gioco del bigliardo.

2 ricerche hanno riguardato me, Nicce.

Infine, delle ricerche relative a libri: 1 per Zap Mangusta - autore, tra l'altro, de I calzini di Hegel - e 2 per Immaginare l'infanzia, il volume di cui ho pubblicizzato la presentazione tempo fa e che vi consiglio caldamente e disinteressatamente di acquistare.

Bene, alla fine del prossimo trimestre per un'altra analisi e valutazione.   


svolto da nicce alle ore 08:32

permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)
materie: libri, scuola, manga, storia, fumetti, filosofia, televisione, educazione, cartoni, anime, formazione, foucault, francia del 700