giovedì, 19 febbraio 2009

germania vs grecia


Su suggerimento dei miei adorati studenti, questa appassionante partita di calcio Germania vs Grecia, con telecronaca dei Monty Python.


svolto da nicce alle ore 21:12

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materie: sport, filosofia, media, video




venerdì, 02 gennaio 2009

divario tecnologico generazionale


- Va a sedersi davanti al computer. Fissa quel cazzo di coso tutto il giorno -. Gardner ponderò qualcosa. [...]
- È un mondo totalmente diverso, - mormorò Huntington. - Hanno sviluppato tutta una serie di capacità nuove che li separano da noi.
- Sanno maneggiare le informazioni visive -. Gardner si strinse nelle spalle. - Sai che roba, cazzo. Per quanto mi riguarda, sono stronzate.
- Non hanno idea di come contestualizzare le cose, - mormorò di nuovo Huntington, allontanandosi, mentre faceva un altro tiro da una nuova canna. Ne avevamo ancora due da passarci ed eravamo già fusi.
- Sono drogati di frammenti.
- Ma tecnologicamente sono più avanti di noi -. Questo lo disse Mitchell, ma dal tono piatto e distaccato non riuscii a capire se stesse contraddicendo Mark.
- La chiamano tecnologia disgregativa.
A un tratto sentii Victor abbaiare nel nostro giardino.
- Mimi non vuole più che Hanson giochi a Doom.

(Bret Easton Ellis, Lunar Park)


Un dialogo tra padri sui propri figli, sull'ansia e sulla paura che il divario tecnologico tra due generazioni provoca: solo la conoscenza - non la chiusura, la condanna e la censura - può aiutare in questa situazione.


svolto da nicce alle ore 09:06

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materie: libri, giochi, letteratura, media, educazione




sabato, 24 maggio 2008

abbandonàti/abbandònati ai videogiochi


Domenica 25 maggio ancora un appuntamento a Rieti, alle 17:00 al Bowling, questa volta per confrontare idee, opinioni ed esperienze sul tema dei videogiochi, sempre nello stile di Immaginare l'infanzia.
Un incontro per grandi e piccini con degustazione di videogiochi.

In preparazione di ciò, mi sono immerso nella lettura di tre saggi sull'argomento.
La raccolta di saggi C:cube, che analizza i nuovi linguaggi mediatici che prediligono l'immediato coinvolgimento del corpo e della sua attitudine performativa e la loro forma estetica capace di intrecciare un rapporto di interscambio con gli altri ambiti della creatività contemporanea.
La narrazione di storie e personaggi dei videogiochi compiuta da Jaime D'Alessandro in Play 2.0, una ricostruzione storica precisa, puntuale e anche narrativamente accattivante.
Infine, un'altra raccolta, a cura di Matteo Bittanti, Schermi interattivi, che ricostruisce e analizza il rapporto dei videogiochi con il cinema nei termini di rimediazione e narrazione transmediale, soprattutto sottolineando le peculiarità dei videogiochi e dei videogiocatori, che sono ad un tempo fruitori e produttori, attori e registi, consumatori e creatori, tessitori di un testo infinitamente aperto.


svolto da nicce alle ore 11:45

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materie: libri, cinema, giochi, scuola, media, appuntamenti, educazione, formazione




venerdì, 04 gennaio 2008

il telegrafo, ormone sociale


La rivoluzione dei trasporti e dei mezzi di comunicazione, a metà del XIX secolo, vide il trionfo della ferrovia e - dopo l’introduzione dell’elica al posto della ruota e con la sostituzione degli scafi in ferro a quelli in legno - delle navi a vapore.
Ma non va certo dimenticata la rilevanza che ebbe anche
il telegrafo: esso permise di svincolare la comunicazione dei messaggi dalla dipendenza dai mezzi di trasporto e la velocità delle notizie aumentò in modo così vertiginoso che si potè sviluppare anche il settore giornalistico e «i notiziari poterono essere telegrafati da un numero sufficiente di punti del pianeta per raggiungere all’indomani la tavola della prima colazione» (Hobsbawm). Il telegrafo, rendendo praticamente istantanea la velocità delle informazioni, fu una sorta di ormone sociale in grado di regolare e controllare le funzioni di strutture distanti.

Secondo Marshall McLuhan con il telegrafo l’uomo diede inizio a quell’estensione (o esteriorizzazione) del
proprio sistema nervoso centrale che continuò con gli altri media elettrici.
Questi nervi scoperti diedero inizio a una condizione di
ansia e angoscia - del 1844 è Il concetto dell’angoscia di Soren Kierkegaard - che si tentò di sanare con il balsamo di una riforma ospedaliera caratterizzata dall’assistenza medica gratuita.
Ma diedero anche origine ad una maggiore sensibilità, ad un
maggiore interesse umano, grazie al coinvolgimento immediato nella notizia, alla partecipazione immediata all’esperienza altrui che si hanno con l’informazione istantanea. Lo schema a cui il telegrafo diede inizio fu quello del decentramento: i media elettrici non allargano la dimensione spaziale, ma piuttosto la sopprimono, ristabilendo ovunque rapporti personali diretti, profondi e senza deleghe, come nel più piccolo dei villaggi, rendendo il mondo un villaggio globale.
La stessa immagine del mondo, quindi, cambiò radicalmente, perché tecnologie e media non hanno solo una storia materiale ma anche una storia sociale: si diffuse l’idea di un mondo unito, le cui parti erano legate fra loro da stretti rapporti di interdipendenza. Cambiarono i concetti di tempo e spazio: i viaggi da un capo all’altro del globo risultarono enormemente abbreviati, tanto da rendere possibile, almeno in teoria, quel Giro del mondo in ottanta giorni immaginato e minuziosamente descritto da Verne nel 1872.


svolto da nicce alle ore 23:04

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materie: libri, letteratura, storia, media, scienza, ottocento