- Va a sedersi davanti al computer. Fissa quel cazzo di coso tutto il giorno -. Gardner ponderò qualcosa. [...]
- È un mondo totalmente diverso, - mormorò Huntington. - Hanno sviluppato tutta una serie di capacità nuove che li separano da noi.
- Sanno maneggiare le informazioni visive -. Gardner si strinse nelle spalle. - Sai che roba, cazzo. Per quanto mi riguarda, sono stronzate.
- Non hanno idea di come contestualizzare le cose, - mormorò di nuovo Huntington, allontanandosi, mentre faceva un altro tiro da una nuova canna. Ne avevamo ancora due da passarci ed eravamo già fusi.
- Sono drogati di frammenti.
- Ma tecnologicamente sono più avanti di noi -. Questo lo disse Mitchell, ma dal tono piatto e distaccato non riuscii a capire se stesse contraddicendo Mark.
- La chiamano tecnologia disgregativa.
A un tratto sentii Victor abbaiare nel nostro giardino.
- Mimi non vuole più che Hanson giochi a Doom.
Un dialogo tra padri sui propri figli, sull'ansia e sulla paura che il divario tecnologico tra due generazioni provoca: solo la conoscenza - non la chiusura, la condanna e la censura - può aiutare in questa situazione.
«Durante il tempo nel quale gli uomini vivono senza un potere comune, capace di tenerli tutti in soggezione, essi vivono in quella condizione che è chiamata guerra: e si tratta di una guerra di ognuno contro ogni altro uomo [bellum omnium contra omnes]. Poiché la guerra non consiste soltanto nella battaglia o nel fatto di combattere, ma in tutto quel periodo di tempo durante il quale la volontà di combattere sia sufficientemente nota. […] Per questo tutto ciò che è conseguenza dello stato di guerra, nel quale ogni uomo è nemico di ogni altro uomo, è anche conseguenza della condizione nella quale gli uomini vivono senza altra sicurezza che quella che la loro stessa forza e la loro stessa abilità sono in grado di procurargli».
(Hobbes, Leviatano)
E questa guerra la vince il verme più forte e astuto, come nella sequenza introduttiva del videogioco Worms 2 ...
... o il topo con la pistola più grande, come nell'episodio di Grattachecca e Fichetto in cui il gatto e il topo animati preferiti dai figli Simpson si sfidano con armi sempre più grandi fino all'inevitabile sconfitta del gatto che finisce lanciato direttamente sul sole.
Domenica 25 maggioancora un appuntamento a Rieti, alle 17:00 al Bowling, questa volta per confrontare idee, opinioni ed esperienze sul tema dei videogiochi, sempre nello stile di Immaginare l'infanzia.
Un incontro per grandi e piccini con degustazione di videogiochi.
In preparazione di ciò, mi sono immerso nella lettura di tre saggi sull'argomento.
La raccolta di saggi C:cube, che analizza i nuovi linguaggi mediatici che prediligono l'immediato coinvolgimento del corpo e della sua attitudine performativa e la loro forma estetica capace di intrecciare un rapporto di interscambio con gli altri ambiti della creatività contemporanea.
La narrazione di storie e personaggi dei videogiochi compiuta da Jaime D'Alessandro in Play 2.0, una ricostruzione storica precisa, puntuale e anche narrativamente accattivante.
Infine, un'altra raccolta, a cura di Matteo Bittanti, Schermi interattivi, che ricostruisce e analizza il rapporto dei videogiochi con il cinema nei termini di rimediazione e narrazione transmediale, soprattutto sottolineando le peculiarità dei videogiochi e dei videogiocatori, che sono ad un tempo fruitori e produttori, attori e registi, consumatori e creatori, tessitori di un testo infinitamente aperto.
Mentre sta studiando le peculiarità dei misteriosi Raggi Getter per usarli come fonte di energia, il Professor Saotome si rende conto che la Terra è in gravissimo pericolo. Il popolo-rettile del Regno dei Dinosauri, rimasto in ibernazione sin dal Mesozoico, si sta risvegliando e si prepara a riconquistare il pianeta che un tempo comandava col pugno di ferro. Saotome, quindi, costruisce un robot alto circa 37 metri, il Getter Robot, e si mette alla ricerca di tre piloti in gradi di utilizzarne a pieno le 3 diverse configurazioni. Getter Robot è il capostipite dei robot trasformabili, con più piloti che pilotano più veicoli in grado di combinarsi in un unico robot (infatti il nome del robot ricorda, nella sua pronuncia, la parola giapponese che indica la "combinazione", ovvero "gattai"), e l'idea di tre veicoli in grado di combinarsi in altrettante configurazioni, originando diversi automi, risultò essere un'autentica innovazione nel campo delle serie robotiche, venendo accolta dal pubblico con grande entusiasmo. L'originale modello di base insito in questo automa è stato ripreso e sviluppato in moltissimi anime televisivi di successo, aventi per protagonisti giganteschi robot trasformabili: da Voltes V (Vultus 5) a Daltanias (Daltanious), da Baldios ad Aquarion.
La dialettica hegelianaè un movimento triadico, un processo di negazioni sempre determinate, ordinate in una processualità che ha una meta ben precisa: la negazione non abolisce, ma elimina la separatezza e ricompone l’unità, supera l’astrattezza e l’unilateralità e conduce alla realizzazione concreta, supera conservando e trasferendo su un piano più alto (aufhebung).
Dunque l'ordine conta, tant'è che, a conclusione della sua Enciclopedia delle scienze filosofiche, Hegel presenta tre distinti sillogismi, contenenti i termini fondamentali della sua dialettica ma ognuno in un ordine diverso, ed ognuno, quindi, con un significato diverso.
Idea – Natura – Spirito. Corrisponde allo sviluppo dell’Enciclopedia stessa, all'andamento necessario dei passaggi della scienza, del sapere.
Natura – Spirito – Idea. Corrisponde alla riflessione sulla conoscenza soggettiva portata avanti nella Fenomenologia dello spirito.
Spirito – Idea – Natura. È il movimento del concetto che si scinde nei suoi estremi – spirito e natura – e che si attua, si genera e si gode eternamente; rappresenta una sorta di autoriflessione della filosofia sulla sua intrinseca razionalità ed articolazione.
Quindi, filosoficamente parlando, sebbene i tre veicoli getter siano sempre gli stessi, combinandosi in determinati ordini diversi danno origine a robot differenti.
A riprova che in un rapporto dialettico l'ordine dei termini è fondamentale, si può ricordare anche che benché i tre Getter robot siano composti dagli stessi pezzi, variano nel peso, e mentre Getter 1 e 2 pesano 200 tonnellate, Getter 3 ne pesa 250.
Questo il motto del famoso giocattolo astronauta Buzz Lightyear, uno dei protagonisti di Toy Story - Il mondo dei giocattoli, primo lungometraggio d'animazione completamente sviluppato in computer grafica.
La stessa voglia, desiderio di infinito, di libertà, la si ritrova in Bruno il nolano, e soprattutto in alcune sue poesie contenuto ne Gli eroici furori (da intendersi come erotici furori, cioè furori d'amore, che è proprio la forza che - come già Platone filosofava - mette le ali, fa spuntar le penne sulla schiena).
Poi che spiegat'ho l'ali al bel desio,
quanto più sott'il piè l'aria mi scorgo,
più le veloci penne al vento porgo,
e spreggio il mondo, e vers'il ciel m'invio.
Né del figliuol di Dedalo il fin rio
fa che giù pieghi, anzi via più risorgo.
Ch'i' cadrò morto a terra, ben m'accorgo;
ma qual vita pareggia al morir mio?
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Quindi l'ale sicure a l'aria porgo
né temo intoppo di cristallo, o vetro,
ma fendo i cieli, e a' l'infinito m'ergo.
E mentre dal mio globo a gli altri sorgo,
e per l'etereo campo oltre penétro,
quel ch'altri lungi vede lascio al tergo.