domenica, 03 febbraio 2008
la decisione di sakura
Manga e anime costituiscono niente affatto un fenomeno preoccupante, promotore di un’etica violenta e aliena dalla nostra cultura, ma rappresentano, piuttosto, da una parte la possibilità di un allargamento dell’offerta di visioni del mondo e dell’uomo a noi disponibile, e, dall’altra, una forma che ha dimostrato una delle migliori capacità di rappresentazione ed espressione della complessità del mondo, dando visibilità a quanto essere ragazzo, oggi più che mai, sia anche vivere una fase non pacificata dell’esistenza, fluida e contraddittoria.
Sono un ottimo esempio di ciò le bambine e ragazzine protagoniste dei lungometraggi d’animazione di Hayao Miyazaki. Oppure i manga e anime di Naruto: in questa serie viene unita all’azione e all’avventura, tipiche di un racconto di battaglie e guerre fra ninja, una buona dose di analisi psicologica dei personaggi, dando spazio e risalto alla loro crescita morale, ai loro cambiamenti interiori oltre che esteriori, spirituali oltre che tecnici
, e tale trattamento non è riservato solamente al protagonista (Naruto), ma anche a tutti gli altri personaggi, dai più diretti comprimari (Sasuke e Sakura) ai personaggi più di sfondo e secondari, tutti con un proprio carattere ben definito ma senza risultare delle poco credibili macchiette. Perciò, oltre che di scontri tra esperti di arti marziali, questa serie è fatta anche di sentimenti e affetti (dolore, solitudine, amicizia…): i personaggi sono caratterizzati a tutto tondo, non solo per le proprie competenze e abilità combattive, per le proprie tecniche, ma per il proprio vissuto, il proprio passato, le proprie emozioni, le proprie speranze e paure per il futuro, e non sono affatto statici, piatti, ma evolvono nel tempo, cambiando, maturando, mostrando nuovi e inattesi lati di sé, modificandone altri.
Un buon esempio di questo aspetto è fornito dall’evoluzione che subisce il personaggio di Sakura, che da brava studentessa (perfetto il suo controllo del chakra) ma, forse, poco interessata veramente ad una carriera e ad una vita da ninja, e più propensa, invece, a interessi sentimentali e pensieri d’amore (per Sasuke), diviene col tempo più determinata ed arriva
ad essere anche una ninja davvero forte, prendendo una decisione netta: «Io penso sempre di essere una ninja matura. Dico sempre che mi piace Sasuke, sgrido sempre Naruto con aria di superiorità. Ma loro due mi sono sempre davanti. Nonostante tutto hanno sempre combattuto proteggendomi. Lee, tu mi hai detto che mi ami e lottando a costo della vita per difendermi mi hai fatto capire che anch’io voglio diventare come voi. Questa volta sarò io che vi starò avanti!» .
Questo personaggio è solo una delle tante eroine femminili dell’immaginario bambino che rompono con gli schemi tradizionali e arcaici per cui le fanciulle si interessano solo dei sentimenti, restano passive all’azione e aspirano solo al matrimonio: pur non rinunciando alla propria femminilità, non sacrificando le proprie emozioni, Sakura e molte altre si lanciano direttamente nell’avventura, partecipando all’azione, alla scoperta, alla conoscenza, e non come caste sacerdotesse o vergini guerriere, ma come individui completi e complessi.
(da Immaginare l'infanzia)
svolto da nicce alle ore
14:49
- appello -

poiché ciascuno di noi è già parecchi, si tratta di molta gente...
- alla lavagna -
- cosa esser tu? -
inizia a scoprirlo con i test che fiore sei? qual'è il tuo nickname ancestrale? quale carta dei tarocchi sei? quale personaggio di Naruto sei? a quale città appartieni? che numero sei? qual'è il tuo daimon? qual'è il tuo nome mostruoso? che cavaliere d'oro sei? qual'è la tua età mentale? a che clan di vampiri appartieni?
io sono una canna, un coniglio danneggiato, il diavolo, Shikamaru, appartengo a Parigi, sono un pi greco, ho per daimon una tigre, sono Shaka di Virgo, la mia età mentale è 25 anni, sono un Caitiff - vampiro senza clan, etc...
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speriamo di essere promossi
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